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Politica di approvvigionamento e trading

Scenario macroeconomico

Il  2010 è stato un anno caratterizzato da una crescita mondiale prossima al 5%, un valore sensibilmente superiore alle aspettative di inizio anno anche se nei maggiori paesi industrializzati la crisi economica ha continuato a far sentire i suoi effetti in conseguenza delle politiche di salvataggio del sistema finanziario, mentre nei paesi emergenti la miglior situazione debitoria ha permesso di chiudere il 2010 in forte crescita.

In Italia il prodotto interno lordo (PIL) è aumentato dell’1,2% facendo però registrare un modesto aumento dello 0,1% nel quarto trimestre del 2010 rispetto al trimestre precedente. Nel corso del 2010 la crisi in area euro è stata caratterizzata in particolare dall’accentuarsi del rischio sovrano.

Le spinte inflazionistiche restano contenute nelle economie avanzate, anche se nei paesi OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economico) l’inflazione complessiva sui dodici mesi è salita al 2,1 per cento in dicembre, dall’1,8 di novembre.

Le condizioni nei mercati del lavoro dell’area Euro hanno continuato a stabilizzarsi nei mesi recenti mentre in Italia l’occupazione ha continuato a ridursi, in particolare tra i giovani, anche nel terzo trimestre.

Sul fronte delle materie prime, dopo i pesanti ribassi registrati nel 2009, l’anno appena concluso segna una ripresa delle quotazioni di tutti i combustibili, concentrata prevalentemente nell’ultimo trimestre, quando il trend si è consolidato su posizioni decisamente rialziste.

Il Brent torna a posizionarsi poco sopra i 79 dollari per barile (+28,9% tendenziale), riallineandosi ai livelli del 2007, dopo un biennio di valori e andamenti eccezionali.

Anche per il carbone il 2010 ha rappresentato un anno di ripresa dal tracollo del 2009. Le sue quotazioni sono salite poco sopra i 101 dollari/metric ton (MT) (+43% tendenziale).

In linea con quanto riscontrato sui mercati del petrolio e del carbone, anche sulle borse del gas il 2010 ha consegnato quotazioni annue in rialzo.

Sul fronte valutario, il 2010 è stato caratterizzato da fasi di marcato deprezzamento dell’euro in corrispondenza dell’aumento delle tensioni in merito al rischio sovrano all’interno dell’area. L’apice delle tensioni a fine giugno ha portato il cambio Eur/Usd fino alla soglia di 1,18 per poi registrare una marcata inversione che si è poi nuovamente arrestata dopo la seconda fase di tensioni legate al caso Irlanda.

Il cambio medio del dollaro statunitense rispetto all’euro nel 2010 è stato pari a 1,3268, riportando una flessione del 4,77% rispetto a quello del 2009 (fonte: Ufficio Italiano Cambi).

La dinamica dei tassi di interesse dell’area Euro nel corso del 2010 è stata fortemente influenzata dai casi Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna (PIGS) ed in particolare dall’intervento dell’Unione europea (UE) e del Fondo monetario internazionale (FMI a favore della Grecia; tali situazioni hanno comportato un stabilizzazione dei tassi a breve termine ed un abbassamento di quelli a medio/lungo.

 
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