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Quadro regolatorio

Quadro regolatorio

1. Normativa di riferimento: energia e ambiente

Le nuove direttive europee impongono agli Stati Membri sempre più sfidanti obiettivi nell’ambito della promozione delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, al fine di limitare la dipendenza energetica da fonti combustibili fossili e le emissioni di gas ad effetto serra. Per ottemperare ai relativi obblighi nazionali, illustrati nel Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili (PAN), il Governo ha approvato due importanti provvedimenti, di rilevante impatto sulle attività del Gruppo Hera.

1.      Il decreto legislativo del 29 marzo 2010, n. 56 modifica il decreto 30 maggio 2008, n. 115, recante attuazione della direttiva 2006/32/CE, concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici. Il provvedimento innalza da 10 a 20 megawattora elettrici la soglia massima di potenza che definisce un Sistema Efficiente di Utenza (SEU), caratterizzato dalla presenza contemporanea di un impianto per il consumo di un solo cliente finale e di un impianto di produzione di energia elettrica, alimentato da fonti rinnovabili, ovvero in assetto cogenerativo ad alto rendimento. Il nuovo decreto limita la definizione di SEU ai collegamenti privati, senza obbligo di connessione di terzi alla rete elettrica. L'Autorità per l'energia elettrica e il gas (AEEG) dovrà regolamentare i SEU in modo tale che i corrispettivi tariffari di trasmissione e di distribuzione, nonché quelli di dispacciamento e quelli a copertura degli oneri generali di sistema, siano applicati esclusivamente all'energia elettrica prelevata sul punto di connessione.

2.      Lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2009/28/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 (Atto del Governo n. 302), approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri  il 3 marzo 2011 dopo i passaggi in Conferenza Unificata e Commissioni Parlamentari, riforma profondamente l’intera disciplina di sostegno alle fonti rinnovabili.

  • Dal meccanismo di mercato dei certificati verdi negoziabili, si passa ad un sistema differenziato a seconda della potenza dell’impianto. Gli impianti con potenza inferiore a 5 Megawatt godranno di una tariffa fissadi sostegno (feed-in-tariff) per l’energia prodotta, differenziata per fonte e per scaglione di potenza. Gli impianti con potenza maggiore di 5 Megawatt avranno diritto ad un incentivo che sarà assegnato tramite un meccanismo di aste al ribasso gestito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE). Le modalità attuative dei nuovi meccanismi di incentivazione saranno disciplinate da prossimi decreti ministeriali entro 6 mesi dall’approvazione del testo definitivo del D.Lgs da parte del CdM. .
  • La quota di energia elettrica da fonte rinnovabile che i soggetti produttori ed importatori di energia sono obbligati ad immettere nel sistema elettrico nazionale, ai sensi del decreto legislativo n. 99, del 16 marzo 1999, si ridurrà progressivamente, a partire dal valore assunto nel 2012, fino ad annullarsi nel 2015. Rimane in capo al GSE l’obbligo di ritiro dei certificati verdi, relativi alla produzione in eccesso rispetto all’obbligo, riferiti agli anni dal 2011 fino al 2015, ad un prezzo pari al 78% del valore espresso dalla tabella 3 della legge 244/07 (prezzo di riferimento pari a 180 euro/MWh meno PUN medio annuo).
  • Per gli impianti che entrano in esercizio entro il 31 dicembre 2012, le tariffe omnicomprensive e i valori di riferimento dei certificati verdi sono congelati ai valori stabiliti nella Legge Finanziaria 2008, così come i fattori moltiplicativi dei certificati rimangono fermi ai valori previsti nel medesimo provvedimento e nella Legge Finanziaria 2007.
  • Lo schema di decreto interviene anche in tema di efficienza energetica, definendo due macro-strumenti di rilievo: la revisione del sistema di promozione degli interventi di risparmio energetico di piccole dimensioni, che verranno realizzati in data successiva al 31 dicembre 2012 ed il sostegno all’offerta di certificati bianchi. Si prevede la  redazione, da parte dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), di quindici nuove schede standardizzate per la quantificazione dei risparmi energetici in alcuni specifici settori, una riduzione dei tempi di ottenimento dei certificati, l’estensione del tempo di validità dei risparmi per progetti a maggiore intensità di capitale ed un’interfaccia unica per l’emissione dei certificati bianchi (identificata nel GSE).
  • Per la promozione dello sviluppo infrastrutturale, nell’ambito della distribuzione elettrica, si prevede una maggiorazione della remunerazione del capitale investito per interventi di ammodernamento delle reti, secondo il concetto di “reti intelligenti”. A sostegno della realizzazione delle reti di teleriscaldamento è istituito un fondo presso la Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico, alimentato da un corrispettivo applicato al consumo di gas metano, pari a 0.05 centesimi di Euro per standard metro cubo, a carico dei clienti finali.
  • Al fine di incrementare la diffusione di impianti di produzione di biometano, si prevede una prossima disciplina regolatoria dell’AEEG, volta a definire le condizioni tecniche ed economiche per l’erogazione del servizio di connessione di tali impianti alle reti di distribuzione del gas naturale.
 

Si segnala altresì, in ambito fonti rinnovabili, la direttiva del Ministero dello Sviluppo Economico di realizzazione dell’impegno assunto dal Governo nel processo di conversione del “decreto legge energia” 2010, n. 105, in legge 13 agosto 2010, n. 129 (Ordine del Giorno n. G/2266-B/1/10). La direttiva è volta a riconoscere, in modo chiaro e definitivo, i diritti acquisitid’incentivazione per gli impianti entrati in esercizio nell’anno 2007, ai sensi della Legge del 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1 commi 1117 e 1118; all’uopo si dà mandato al Gestore dei Servizi Energetici di individuare in tempi brevi gli impianti aventi diritto alla disciplina incentivante previgente e di dare, quindi, seguito alle opportune convenzioni. 

È stato approvato dai Ministri competenti e dalla Conferenza Stato – Regioni, ma non ancora pubblicato, il principale elemento di riforma del meccanismo delle gare per il servizio di distribuzione gas previsto dal decreto Letta, il c.d. “decreto Ambiti”. Le gare per il servizio saranno svolte non più per Comune ma per aggregazioni di Comuni in ambiti, per un totale di 177 (un numero superiore rispetto a quanto suggerito dagli studi dell’AEEG ed a quanto proposto inizialmente dal Governo).  A completamento del quadro di riferimento delle gare d’ambito si attendono i decreti concernenti la definizione puntuale dei comuni che costituiranno i singoli ambiti, e il rilascio dei due decreti relativi alla fissazione dei criteri di gara (anch’esso già positivamente esaminato in Conferenza  Unificata) ed alla tutela occupazionale nel passaggio da gestore uscente a gestore subentrante

Infine, nel campo dei servizi pubblici locali a rilevanza economica, è stato pubblicato con Decreto del Presidente della Repubblica del 7 settembre 2010, n. 168, il regolamento a norma dell’art. 23-bis del decreto legge 25 giugno 2008, n.112, convertito con modificazioni dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133 e s.m.i., che attua la riforma pro-concorrenziale dei servizi locali.

2. Regolazione

Si segnala nel 2010 l’esaurimento del mandato dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas entrata in carica nel 2003 e la nomina del nuovo Collegio, finalmente composto dai cinque Membri previsti dalla legge Marzano. Il ritardo nella nomina del nuovo Collegio, per il quale è richiesta la maggioranza qualificata nelle Commissioni parlamentari chiamate ad esprimere il consenso sui Membri prescelti dal Governo, ha determinato la necessità di prorogare il funzionamento dell’Autorità uscente, che è rimasta in carica nell’ultima parte del 2010 per espletare le funzioni di “amministrazione corrente”.

Per quanto riguarda gli sviluppi regolamentari del 2010 è nel settore del gas che si registrano le maggiori novità:

  • con delibera ARG/gas 7/10, l’Autorità ha definito una metodologia di ricostruzione dei consumi di gas naturale a seguito di accertato mal funzionamento del gruppo di misura, completando di fatto il processo normativo iniziato con la delibera ARG/gas 51/08 relativa alla verifica dei misuratori su richiesta del cliente finale
  • si è concluso l’iter,  avviato con la delibera ARG/gas 47/10, di determinazione dei prezzi finali ai clienti in tutela con una metodologia rivolta a tenere in maggiore conto gli sviluppi di mercato, caratterizzati da eccesso di offerta e da  un incremento di liquidità a breve. La formula di calcolo della componente a copertura dei costi di approvvigionamento della materia prima (QE) è stata modificata dalla delibera ARG/gas 89/10, che ha di fatto ridotto, con decorrenza 1° ottobre 2010, del 7,5% il livello precedente del valore ammesso della componente. Come gli altri precedenti sulla materia, il provvedimento è stato impugnato dagli operatori; è intervenuto, nel frattempo, l’annullamento da parte del TAR della previgente regolazione (delibera 79/07) dei prezzi finali in tutela. Il continuo contenzioso e l’intervento sul tema da parte della giurisprudenza comunitaria (che ha sancito la prevalenza dei criteri di ragionevolezza, proporzionalità e provvisorietà dei pur legittimi interventi sui prezzi a tutela dei consumatori) suggeriscono l’opportunità di una complessiva revisione dell’approccio, sia in termini di possibile restrizione del campo di tutela (con l’istituzione, in analogia col settore elettrico, di un mercato di salvaguardia), sia in termini di meccanismi di fissazione del prezzo di riferimento, di difficile definizione in un mercato ormai interamente liberalizzato
  • è stata avviata un’importante consultazione (DCO 25/10) sulla complessiva riforma del sistema gas finalizzata allo sviluppo dei mercati del gas all’ingrosso e al dettaglio a partire dall’introduzione di un sistema di bilanciamento basato su criteri di mercato; sulla stessa linea si pongono le consultazioni DCO 45/10 e 46/10 che contengono proposte in merito al funzionamento del mercato di bilanciamento e la conseguente e necessaria riforma del sistema di settlement con una ridefinizione dei tempi ed attribuzione di responsabilità a distributori e trasportatore.
 

Nel settore elettrico le maggiori novità si possono così riassumere: 

  • la delibera ARG/elt 13/10 in tema di standard di comunicazione tra distributori e venditori di energia elettrica per le prestazioni relative alla qualità commerciale regolate dal Testo Integrato della Qualità Elettrica dispone che, dal 1° ottobre 2010, i distributori con più di 100.000 clienti finali si dotino di uno strumento di comunicazione evoluto (il c.d. Portale web) per la gestione delle prestazioni commerciali richieste dai venditori
  • con le delibere ARG/elt 52/10 e ARG/elt 66/10, necessitate dal disposto della legge 99/09 (disposizioni in tema di energia e competitività), l’Autorità ha avviato il riassetto delle reti interne d’utenza (tra le RIU individuate dall’Autorità vi sono anche quelle di Herambiente relative ai termovalorizzatori di Forlì e di Ferrara)
  • con delibera ARG/elt 125/10 è stato rivisto il Testo Integrato delle Connessioni Attive (TICA) al fine di semplificare le procedure di connessione degli impianti di produzione da fonti rinnovabili, favorendo in tal senso lo sviluppo della generazione diffusa, ed allo stesso tempo introducendo strumenti di monitoraggio delle richieste e di disincentivazione di comportamenti speculativi in merito alla capacità impegnata sulle reti di distribuzione
  • inaugurando una fase di regolazione “innovativa” delle reti elettriche, l’Autorità ha avviato  la sperimentazione dell’attività di ricarica pubblica di veicoli elettrici (delibera ARG/elt 242/10), finalizzata ad acquisire le informazioni necessarie ai successivi provvedimenti. Appositi corrispettivi tariffari incentivanti sono previsti per un numero di sei progetti pilota che saranno selezionati entro aprile 2011
  • è stato, infine, avviato il processo di consultazione per l’istituzione del periodo 2012 – 2015 di regolazione delle tariffe di distribuzione di energia elettrica, dal quale si attende una relativa semplificazione degli attuali complessi regimi di perequazione ed una presa in carico dei temi di “regolazione di reti complesse” relative alla crescente natura “attiva” delle reti di distribuzione.
 

Per quanto riguarda i provvedimenti trasversali si segnala la delibera ARG/com 104/10 con la quale è stato approvato il Codice di condotta commerciale per la vendita di energia elettrica e gas naturale ai clienti finali, il Codice entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2011. Di particolare rilevanza si segnala l’introduzione di indennizzi automatici a favore dei clienti finali, indennizzi che i venditore dovrà erogare a fronte del mancato rispetto di standard specifici definiti dall’Autorità. Ulteriore novità è l’istituzione di un Sistema informativo integrato, presso l’Acquirente Unico, finalizzato alla costruzione di una piattaforma omogenea e tendenzialmente unificata per lo scambio e la circolazione delle informazioni rilevanti ai fini dei rapporti tra distributori e venditori nel mercato liberalizzato.