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15 Imposte sul reddito

 
 20102009Variazioni
Imposte correnti, differite ed anticipate 63.57577.637-14.062
Totale 63.57577.637-14.062

L’incidenza delle imposte sul reddito sul  risultato ante imposte è del 30,9%,  rispetto al 47,7% del 2010.

Le imposte dell’esercizio 2010 sono pari a 63.575 migliaia di euro e comprendono effetti positivi non ricorrenti per  25.061 migliaia di euro relativi all’affrancamento mediante imposta sostitutiva dei maggiori valori iscritti in bilancio a seguito di operazioni straordinarie già effettuate nell’esercizio 2009, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 176, comma 2-ter, del T.U.I.R., rispetto alle imposte dell’esercizio 2009 per 77.637 migliaia di euro.

Nella determinazione delle imposte di esercizio si sono tenuti in debita considerazione gli effetti derivanti dalla riforma fiscale Ias introdotta dalla L. n. 244 del 24 dicembre 2007, e dal relativo decreto attuativo, D.M. del 1° aprile 2009, n. 48, ed in particolare il rafforzato principio di derivazione statuito dall'art. 83 del Tuir che ora prevede che per i soggetti che applicano i principi contabili internazionali valgono, anche in deroga alle disposizioni del Tuir, “i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti da detti principi contabili”.

Informativa sulla moratoria fiscale

In attuazione del decreto legge 15 febbraio 2007, n. 10, convertito nella legge 6 aprile 2007, n. 46, con il quale sono state disciplinate le modalità di restituzione degli aiuti di stato dichiarati illegittimi dalla decisione 2003/193 del 5 giugno 2002 della Commissione UE, in data 6 aprile 2007 sono state notificate ad Hera Spa, (in relazione alla posizione relativa alla ex Seabo S.p.a.), le comunicazioni-ingiunzioni emesse dall'Agenzia delle Entrate territorialmente competente, con le quali è stato richiesto alla medesima il pagamento di un importo complessivo pari a 22.313 migliaia di euro per i quattro periodi di imposta interessati dal recupero.  In data 31 maggio 2007 Hera Spa ha presentato alla Commissione Tributaria Provinciale di Bologna i ricorsi avverso le suddette comunicazioni-ingiunzioni proponendo, contestualmente, istanza di sospensione dell'esecuzione delle medesime ingiunzioni di pagamento. In data 6 luglio 2007 la Commissione Tributaria Provinciale di Bologna adita ha emesso le ordinanze con le quali ha accolto le istanze di sospensione proposte dalla società, fissando l'udienza per la trattazione del merito per il 13 dicembre 2007.  In data 19 aprile 2008 sono stati comunicati i dispositivi delle sentenze che hanno respinto i ricorsi, eccezion fatta per il periodo di imposta 1997, per il quale la Commissione ha riconosciuto la legittimità dello scomputo delle ritenute d’acconto subite e del credito d’imposta riportato a nuovo dagli esercizi precedenti. Ottenuto in data 2 maggio 2008 lo sgravio parziale della cartella relativa al periodo di imposta 1997, a seguito del riconoscimento delle suddette ritenute e crediti per 3.738 migliaia di euro, si è quindi proceduto al pagamento di complessivi 17.400 migliaia di euro. Successivamente, in data 11 settembre 2008, l’Agenzia delle Entrate ha notificato una ulteriore cartella di pagamento relativa agli interessi per il periodo di sospensione, pagata nel mese di dicembre 2008, per 660 migliaia di euro. 

In data 3 ottobre 2008 sono stati proposti i ricorsi in appello avverso le sopra citate sentenze. In data 29 gennaio 2010 sono state depositate le sentenze, emesse in data 21 gennaio 2010, con le quali la Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia Romagna ha respinto gli appelli proposti da Hera Spa e riformato le sentenze di primo grado, rigettando la detrazione di quanto scomputato nelle dichiarazioni dei redditi a suo tempo presentate per ritenute di acconto subite; a tale riguardo si segnala che in data 30 agosto 2010 sono state notificate le relative cartelle di pagamento, per le quali si è proceduto al pagamento, in data 27 ottobre 2010, di 7.455 migliaia di euro tra capitale, interessi, compensi di riscossione e spese di notifica. In data 29 aprile 2010 sono stati presentati i ricorsi per Cassazione.

Si fa inoltre presente che, secondo quanto stabilito dagli accordi fra i soci (e specificamente riportato nel prospetto informativo di quotazione) all’atto dell’integrazione societaria che ha portato alla nascita di Hera Spa, gli Enti Locali si erano impegnati “a indennizzare Hera Spa per ogni eventuale costo, perdita o danno subito dalla stessa in relazione a provvedimenti normativi obbligatori che revochino le agevolazioni tributarie di cui la società e le società partecipanti all’integrazione abbiano usufruito”. Conseguentemente, in relazione a quanto più sopra, non è stato contabilizzato alcun costo. Si segnala inoltre che alla data del 31 dicembre 2007 alcuni comuni soci avevano costituito idonee garanzie a favore della società mediante il versamento di somme a titolo di anticipazione degli importi dovuti da Hera Spa; a seguito dell’esito negativo del primo grado di giudizio e del conseguente pagamento delle cartelle si è quindi proceduto alla definizione delle posizioni debitorie/creditorie nei confronti di ciascun comune.

Alla data del 31 dicembre 2010 i residui crediti da incassare, in relazione a tutti i pagamenti effettuati da Hera Spa la posizione relativa alla ex Seabo fino alla data del 27 ottobre 2010, ammontano a 2.029 migliaia di euro.

Relativamente alla ex Meta Modena, fusa per incorporazione in Hera con effetto dal 31 dicembre 2005, per la quale non operava l’indennizzo sopra indicato, l'Agenzia delle Entrate di Modena ha notificato, in data 10 maggio 2007 ad Hera Spa, ai sensi e per gli effetti di cui al decreto legge 15 febbraio 2007, n. 10, le comunicazioni-ingiunzioni per il recupero degli aiuti di stato relativamente ai periodi di imposta 1997, 1998 e 1999. Hera Spa, in data 6 giugno 2007, ha presentato istanze di autotutela chiedendo la rettifica delle suddette comunicazioni-ingiunzioni.  L'Agenzia delle Entrate di Modena, in data 11 giugno 2007, ha emesso i provvedimenti di autotutela parziale relativi alle comunicazioni-ingiunzioni già notificate, richiedendo alla Società, a chiusura dell'intera vicenda, il pagamento di una somma non significativa, relativa, peraltro, al disconoscimento di ritenute d'acconto subite.

Aggiornamenti 2008 – Decreto Legge n. 185/2008

L’art. 24 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni nella legge 28 gennaio 2009, n. 2, ha posto a carico dell’Agenzia delle Entrate l’onere di procedere al recupero degli aiuti equivalenti alle imposte non corrisposte e dei relativi interessi, “al fine di dare completa attuazione” alla decisione della Commissione del 5 giugno 2002 più volte citata. In relazione a tale disposizione, il 30 aprile 2009 la Direzione Regionale dell’Emilia Romagna – Ufficio Grandi Contribuenti - ha notificato tre avvisi di accertamento relativi alla posizione della ex Meta per i periodi di imposta 1997, 1998 e 1999, tenendo in debita considerazione le indicazioni contenute nel parere del 28 aprile 2009 fornito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, condiviso con l’Avvocatura dello Stato, con particolare riferimento alla esclusione dalla base imponibile:

·        degli utili che sono stati re-immessi nel circuito pubblico in quanto distribuiti, quali dividendi, agli enti pubblici soci,

·        della quota di reddito relativo al settore dell’energia elettrica (al netto degli utili distribuiti relativi al medesimo settore elettrico).

In data 8 maggio 2009 si é pertanto provveduto al pagamento di 4.823 migliaia di euro. In data 7 luglio 2009 la società ha depositato presso la Commissione Tributaria Provinciale di Bologna i ricorsi avverso gli avvisi di accertamento in oggetto, richiedendone l’annullamento. L’udienza di discussione nel merito, già fissata per il 17 maggio 2010, è stata rinviata in data 14 febbraio 2011 in attesa della riunificazione ai procedimenti di trattazione degli avvisi di accertamento integrativi, pendenti innanzi ad altra Sezione della medesima Commissione Tributaria Provinciale, di seguito commentati.

Sempre con riferimento all’art. 24 del decreto legge 29 novembre 2008, n.185, sopra citato, per quanto riguarda la posizione relativa alla ex Seabo, in data 12 giugno 2009 Hera ha presentato all’Agenzia delle Entrate - ufficio di Bologna 3 - e alla Direzione Regionale Emilia Romagna – Ufficio Grandi Contribuenti - una istanza di annullamento parziale in relazione alle comunicazioni-ingiunzioni ricevute in data 6 aprile 2007 per il recupero delle imposte riferite agli anni 1997, 1998 e 1999 in relazione alla detassazione degli utili distribuiti agli Enti Pubblici, in conformità alle indicazioni contenute nel parere fornito in data 28 aprile 2009 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ad oggi non è ancora stata fissata l’udienza per discutere del merito delle istanze di annullamento.

Per completezza di informazione, si segnala che in data 11 giugno 2009 il Tribunale di Primo Grado delle Comunità Europee ha emesso le sentenze relative ai ricorsi promossi dallo Stato italiano, unitamente ad alcune società (A2A, Acea, Iride, ecc.), avverso la decisione della Commissione Europea 2003/193/CE. Le decisioni dei giudici comunitari hanno respinto, o dichiarato irricevibili, tutti i ricorsi proposti, confermando la legittimità della citata decisione della Commissione Europea. Hera Spa non ha partecipato al giudizio in oggetto per nessuna delle sue posizioni sopra citate.

Aggiornamenti 2009 – Decreto Legge n. 135/2009

L’art. 19 del decreto legge 25 settembre 2009, n. 135, pubblicato in G.U. n. 223 del 25 settembre 2009, ha aggiunto il comma 1-bis all’art. 24 del D.L. 29 novembre 2008, n. 185, stabilendo che:

  • in sede di determinazione della base imponibile, ai fini del recupero degli aiuti equivalenti alle imposte non corrisposte e dei relativi interessi, non assumono rilevanza le plusvalenze derivanti dalle operazioni straordinarie;
  • ai fini della corretta determinazione della base imponibile, gli accertamenti emessi dall’Agenzia delle Entrate possono essere in ogni caso integrati o modificati in aumento mediante la notificazione di nuovi avvisi;
  • il pagamento delle somme dovute in base ai predetti accertamenti integrativi deve avvenire entro il quindicesimo giorno successivo alla data di notifica di tali accertamenti.

In data 2 ottobre 2009 la Direzione Regionale dell’Emilia Romagna – Ufficio Grandi Contribuenti - ha notificato due ulteriori avvisi di accertamento per la società ex Meta Spa, relativi ai periodi di imposta 1998 e 1999, ad “integrazione” di quelli già emessi in data 30 aprile 2009, al fine di disconoscere le due variazioni in diminuzione, precedentemente ammesse sulla base del parere fornito in data 28 aprile 2009 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, condiviso con l’Avvocatura di Stato, relative alla quota di utili reimmessi nel circuito pubblico per effetto della distribuzione agli enti locali soci ed alla ulteriore quota di utili realizzati nel settore dell’energia elettrica. Le somme richieste ammontano a complessivi 22.751 migliaia di euro, di cui 12.590 migliaia di euro per capitale e 10.161 migliaia di euro per interessi.

In pari data, la Direzione Regionale dell’Emilia Romagna – Ufficio Grandi Contribuenti - ha notificato quattro avvisi di accertamento per la società ex Seabo Spa, relativi ai periodi di imposta 1997, 1998, 1999 – 1° semestre e 1999 – 2° semestre, al fine di recepire i rilievi già contenuti nel processo verbale di constatazione del 17 ottobre 2005 e dei quali non aveva potuto tener conto al momento dell’emissione delle comunicazioni-ingiunzioni del 6 aprile 2007 poiché l’art. 1 del D.L. 15 febbraio 2007, n. 10 attribuì all’Agenzia delle Entrate, in quella sede, poteri di “mera liquidazione” delle dichiarazioni presentate dal contribuente.

Le somme richieste per la ex Seabo ammontano a 759 migliaia di euro, di cui 386 migliaia per capitale e 373 migliaia di euro per interessi.

Le somme complessivamente richieste per effetto della procedura prevista dall’art. 19 del D.L. n. 135/2009 ammontano quindi a 23.510 migliaia di euro, che sono state pagate in data 20 ottobre 2009.

In data 27 novembre 2009 la Società ha presentato tutti i ricorsi alla Commissione Tributaria Provinciale di Bologna per l’annullamento degli avvisi di accertamento del 2 ottobre 2009, relativamente sia alle posizioni ex Seabo che a quelle ex Meta.

La costituzione in giudizio per i sei procedimenti di cui sopra è avvenuta in data 1° dicembre 2009 e la trattazione in pubblica udienza è avvenuta in data 26 gennaio 2011 per le posizioni ex Seabo ed in data 14 febbraio 2011  per tutte le posizioni riunificate ex Meta, con rinvio a nuovo ruolo per tutti i procedimenti.

A parte i contenziosi ancora in essere, volti al recupero di quanto già pagato, l’intera vicenda relativa alla “moratoria fiscale” deve ritenersi conclusa, non prevedendosi futuri esborsi che generino impatti economici sui conti del Gruppo.

Informativa sugli avvisi di accertamento notificati nel 2010

In data 19 novembre e 22 dicembre 2010 sono stati notificati ad Hera S.p.a. e ad Hera Comm, in qualità di società beneficiarie della scissione totale della società Hera Ferrara S.r.l. avente efficacia in data  31 dicembre 2009, sette avvisi, per il primo ed il secondo livello di accertamento, relativi ad Ires ed Irap, a seguito della verifica fiscale sulla Società operativa territoriale di Ferrara avente ad oggetto i periodi di imposta 2005, 2006 e 2007, conclusasi in data 16 settembre 2010 con il Processo verbale di constatazione  del Nucleo di Polizia Tributaria di Ferrara.

I rilievi hanno ad oggetto sostanzialmente, un mero errore intercorso nell’esercizio 2005 nella contabilizzazione di costi intercompany tra Hera Ferrara S.r.l. ed Hera S.p.a., che ha determinato una doppia registrazione del medesimo costo, pari a 200.000 mila euro circa. Tuttavia, nel successivo esercizio 2006, rilevato il suddetto errore di doppia contabilizzazione del medesimo costo, si è proceduto alla correzione del medesimo mediante la contabilizzazione di una sopravvenienza attiva di pari importo, regolarmente assoggettata a tassazione. Con la conseguenza che, in vigenza del regime di tassazione consolidata, l’effetto della doppia deduzione del costo nel periodo di imposta 2005 è stato eliminato mediante la rilevazione contabile, e successiva imposizione, del medesimo come sopravvenienza attiva.

In data 13 gennaio 2011 sono state proposte Istanze di accertamento con adesione, ai sensi dell’art. 6, comma 2, del D.Lgs. n. 218 del 1997,  alla Direzione Regionale dell’Emilia Romagna, Ufficio Grandi Contribuenti, e risulta attualmente in corso il contraddittorio con l’Ufficio che si ritiene possa avere esito positivo per le società.

In data 29 dicembre 2010 sono stati notificati ad Hera S.p.a. tre avvisi di accertamento per Ires, Irap ed Iva relativi al periodo di imposta 2005, a seguito della verifica fiscale relativa al periodo di imposta 2005 conclusasi con il Processo verbale di constatazione del 1° ottobre 2010 redatto dalla Guardia di Finanza, Nucleo di Polizia tributaria di Bologna; il PVC ha ad oggetto un rilievo relativo a servizi intercompany (c.d. spese di regia e relative all’utilizzo del marchio) forniti da Hera S.p.a, in qualità di società controllante del Gruppo Hera, alla Società operativa Territoriale controllata di Forlì-Cesena, Hera Forlì-Cesena S.r.l.. 

L’Amministrazione Finanziaria, pur ritenendo legittimo il criterio di ripartizione dei costi inizialmente stabilito dai contratti intercompany, contesta la successiva riduzione delle percentuali di riaddebito delle spese di regia, qualificate genericamente come management fee, a seguito di un successivo accordo intervenuto tra le parti, che ha rettificato i criteri inizialmente previsti.  Tale rettifica in diminuzione dei compensi dovuti per i servizi resi dalla capogruppo ha comportato, ad avviso dell’Amministrazione Finanziaria, un’evasione di imposta in capo ad Hera S.p.a., poiché il minor riaddebito a titolo di management fee alla Sot di Forlì –Cesena ha fatto sì che tali costi rimanessero in capo ad Hera S.p.a. che li avrebbe pertanto illegittimamente dedotti, in assenza del requisito di inerenza, ai fini del calcolo della propria base imponibile Ires ed Irap. Analogamente, il mancato addebito del canone per l’utilizzo del marchio del “Gruppo Hera” avrebbe determinato un minor ricavo in capo ad Hera S.p.a, rispetto a quello originariamente previsto nel contratto intercompany, e dunque anche in questo caso si sarebbe determinata una evasione di imposta, si ai fini Ires ed Irap che ai fini Iva, contestata dall’Ufficio.

Nel corso del mese di Febbraio 2011 la società ha proposto istanza di accertamento con adesione, ai sensi dell’art. 6, comma 2, del D.Lgs. n. 218 del 1997, alla Direzione Regionale dell’Emilia Romagna, Ufficio Grandi Contribuenti ed è attualmente in attesa di ricevere  l’invito a comparire per l’instaurazione del contraddittorio.

La Società ha ritenuto di non dover procedere ad alcun accantonamento a Fondo rischi per gli avvisi di accertamento in oggetto ritenendo le asserite violazioni contestate alla Società prive di fondamento, ed  in particolare considerando inesistente il danno erariale per imposte non pagate in quanto inesistente si ritiene dovrà ritenersi l’evasione di imposta contestata alla società; ciò sulla base della circostanza che le società coinvolte hanno aderito, per il periodo in oggetto, al regime di tassazione di gruppo ex artt. 117 e ss. del T.U.I.R., a norma del quale la liquidazione dell’imposta effettivamente dovuta all’Erario avviene nella dichiarazione del reddito del consolidato, sulla base della sommatoria algebrica dei redditi imponibili delle singole società aderenti al regime. Pertanto, si ritiene, non potrà mai configurarsi evasione di imposta in capo a ciascuna singola società, ma eventualmente solo a livello di “fiscal unit”.